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itinerari-romani-heroCosa è rimasto dei Romani nelle città d’arte della Pianura Padana? Teatri e anfiteatri, templi e basiliche, corredi e strumenti di guerra, luoghi e oggetti che raccontano le origini più antiche della nostra cultura. Il fasto dell’antica Roma è ancora vivo e trova spazio oggi in alcune aree urbane delle città d’arte della Pianura Padana. Dai siti archeologici, ancora perfettamente conservati, alle sezioni espositive di grandi musei, è possibile trovare le tracce, indelebili, di un’era che ha segnato arte, religione e tradizioni italiane.

Qui è possibile seguire percorsi tematici romani, che aprono la strada al passato, un magnifico salto nel tempo di oltre duemila anni. Laboratori didattici, visite guidate e appuntamenti di approfondimento aspettano visitatori di ogni età per far conoscere il valore della cultura più antica, che ha dato le fondamenta alle nostre città più belle.

 

Iniziamo il nostro viaggio con Cremona, dove le testimonianze romane più preziose sono custodite nel Museo Archeologico della città, uno spazio curato e allestito nell’antica chiesa di San Lorenzo e nella quattrocentesca cappella Meli. Qui, tra le splendide architetture romaniche, vivono i resti di una chiesa di origini ancora più ancestrali e i resti di un edificio cimiteriale paleocristiano.

Le numerose raccolte archeologiche, che partono dai reperti rinvenuti a partire dall’Ottocento, riportano in luce l’immagine della città, fondata dai Romani nel 218 a.C., la prima a nord del Po. La storia di Cremona si mostra così orgogliosa, ricordando le antiche gesta, la caduta durante alcune guerre civili e la ricostruzione fino a una florida ricrescita e al suo rinnovamento edilizio e monumentale. Di queste vicende sono testimonianza i circa 500 oggetti esposti secondo un percorso articolato in tre sezioni: lo spazio pubblico, dove spiccano i resti monumentali dell’edificio, lo spazio privato, testimoniato dalle ricche domus dette del Labirinto e del Ninfeo e infine le necropoli, con la lastra di un monumento funerario con i ritratti della famiglia degli Arruntii , le urne cinerarie e gli oggetti in ceramica, vetro e bronzo deposti come corredo.

Particolarmente ricco l’allestimento museale, volutamente contemporaneo nell’impostazione e nella scelta dei materiali. Un’esperienza che regala un forte impatto scenografico, capace di dare valore aggiunto agli oggetti esposti.

L’itinerario della “Cremona romana” prosegue poi all’esterno del museo, con la visita alla strada basolata conservata a lato dell’attuale via Solferino; un tratto di uno dei cardines minori è visibile attraverso una lastra trasparente, mentre il sabato pomeriggio è possibile scendere al livello dei resti romani nei sotterranei e osservare anche un tratto di decumano minore.

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Sorprende la città di Brescia, che custodisce nel cuore del proprio centro storico, un prezioso ritratto dell’epoca romana. L’area archeologica, la più estesa del Nord Italia, regala monumenti e luoghi sacri di inestimabile valore. Ecco il santuario repubblicano, dei primi decenni del I secolo a.C., un significativo complesso cultuale con decorazioni architettoniche in calcare vicentino e magnifici affreschi. Un monumento unico nel panorama archeologico dell’Italia settentrionale, un esempio perfettamente conservato che dimostra quella carica artistica e quella potenza che Roma ha saputo esprimere anche lontano dal centro Italia. Importante anche il grande tempio capitolino, il principale luogo di culto di ogni città romana, simbolo stesso della cultura di Roma. Qui era attribuito il culto alla “triade capitolina” e cioè le principali divinità del pantheon latino: Giove, Giunone e Minerva. Di quest’opera è possibile oggi vedere le parti originali, dalle decorazioni all’arredo delle grandi celle. Al suo interno si conservano ancora i pavimenti originali in lastre di marmi colorati che compongono sorprendenti motivi geometrici risalenti al I secolo d.C. Il percorso di visita si apre con il racconto della lunga storia di quest’area, della sua scoperta e delle sue funzioni, in un’atmosfera suggestiva nella quale immagini e voci accompagnano i visitatori nel tempo.

Da non perdere poi le domus dell’Ortaglia, parte di un quartiere romano residenziale, situato sui terrazzamenti del colle Cidneo e il Viridarium, un raffinato spazio giardino che deliziava le abitazioni dell’antica Brixia.

Altro luogo di notevole importanza è l’area archeologica della Basilica romana, dove è possibile ammirare parti della facciata meridionale del grande complesso pubblico, progettato in età flavia a chiusura del Foro.

Il viaggio attraverso la storia più antica, l’arte e la spiritualità di Brescia prosegue poi tra le atmosfere di Santa Giulia, Museo della città, uno spazio unico in Italia e in Europa per ricchezza di allestimento e sede espositiva, che accoglie, in un antico complesso monastico, i visitatori. Ed è proprio ai suoi ospiti che Brescia guarda con grande attenzione e invita al piacere della scoperta delle sue origini. Sono tante e interessanti le offerte didattiche e di approfondimento, come i laboratori per conoscere la salute e la bellezza degli antichi romani o i percorsi tematici per scoprire i segreti delle necropoli, oppure le visite guidate per ammirare i reperti e i ritratti imperiali o le occasioni per festeggiare il compleanno al museo.  

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Piacenza condivide con Cremona le stesse origini romane e lo stesso anno di fondazione, il 218 a.C., quando nacquero per contrastare la discesa di Annibale in Italia, posizionandosi strategicamente sulle due sponde del fiume Po. Piacenza racconta oggi importanti capitoli della sua nascita e della sua storia e lo fa portando in luce forme e significati dei suoi oggetti più significativi. E’ inestimabile il valore custodito in un utensile, in uno strumento di guerra o nelle variegate suppellettili. C’è la testimonianza di un’era ma soprattutto il sentimento di chi l’ha vissuta. Sono innumerevoli questi antichi segni di uomini e donne romani, eroi militari, sacerdoti e persone comuni, tutti ricordati tra le sale del Museo archeologico di Palazzo Farnese. Qui fanno bella mostra di sé preziosi corredi funebri della prima età imperiale, decorazioni per le sepolture dell’età augustea, magnifiche statuette votive di bronzo, piccole testimonianze della forte devozione popolare,  strumenti di uso quotidiano, amuleti e pendagli. Di particolare interesse epigrafico sono i sigilli e i proiettili di fionda. Da ammirare anche le collezioni di ceramiche (stoviglie da mensa e recipienti per la conservazione), le preziose creazioni in vetro come le anforette del III e IV secolo d.C, i contenitori per i cosmetici e i profumi, di fattura sia occidentale che orientale.