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E' ispirata a “Il museo dell’innocenza”, la romantica epopea di Kémal, borghese di Istanbul dalla promettente carriera che, già promesso ad una donna del suo rango, si innamora della povera e giovanissima cugina Fuzun. Il loro amore contrariato e disperato affronterà innumerevoli prove sullo sfondo del Bosforo, a partire dagli anni ‘70 fino ai giorni nostri.

Per otto anni Kemal sarà al fianco di una donna seducente e irraggiungibile, nell'attesa e nella speranza di realizzare il suo sogno d'amore.
Pamuk ci regala lo struggente ritratto di un incontro e la storia indimenticabile di un'epoca e di una città, la sua, Istanbul.

La grande passione per i musei nello scorso aprile ha condotto Pamuk ad inaugurare a Instanbul il suo ''Museo dell'Innocenza'', un luogo che vuole essere una sorta di prolungamento dei suoi libri e in particolare del romanzo che porta lo stesso titolo. ''I musei non sono fatti per essere visitati, ma per sentire e vivere'', ha detto Pamuk.
Pamuk ha ricordato di aver pensato e 'costruito' il museo per 15 anni - ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione. Costruire un museo della vita quotidiana a Istanbul e scriverne simultaneamente il catalogo, le cui note esplicative avrebbero preso fattezze narrative trasmutandosi in vero e proprio romanzo. Un romanzo e un museo in piena simbiosi, un museo nel romanzo – il collezionismo sfrenato e feticista di Kemal, il protagonista – e un romanzo che prende vita dal museo, finemente aggrovigliati l’uno nell’altro: e tutti e due parlano di una singolare storia d’amore, del modo di vivere e comunicare i propri sentimenti e le proprie pulsioni, “di come ci comportiamo quando ci innamoriamo”.

Il Masumiyet Muzesi si trova nel cuore della città, nel bellissimo e cosmopolita quartiere di Çukurcuma, disposto su tre piani di un palazzo del 1897, tutto dipinto di rosso.
I due protagonisti del libro, Kemal e Fisun, si amano, ma si ritrovano intrappolati in mille traversie, divisi da un destino avverso, complice la famiglia e una società ostile. Kemal per ben otto anni vive in castità nell’immagine di lei, raccogliendo gli oggetti che per lui rappresentano questa grande passione.

Pamuk ha spulciato palmo a palmo vetrine e bancherelle, fra i mercatini e i rigattieri del quartiere: ha trovato così gli oltre 1100 oggetti (o li ha fatti ricreare ad hoc dai migliori artigiani della città) esposti nelle 83 vetrine, una per ogni capitolo del libro. L’anima e il colore della città di quegli anni prendono vita attraverso gli oggetti: orologi e vestiti, biglietti di bus e cinema, carte bollate e bottigliette, foto e dipinti. I visitatori potranno vedere le 4.213 sigarette fumate da Fusun, ed ogni piano del museo riflette un periodo della vita passata di Istanbul.
Un luogo unico, nel quale è possibile ripercorrere l’intera storia attraverso alcuni feticci. Perché le stanze sono un prolungamento del testo.