Una città che si scopre vivendola e della quale ci si innamora …
“Se il mondo fosse un solo stato, la capitale sarebbe Istanbul” (Napoleone Bonaparte)
La capitale degli imperi … La città che dominò un continente … Culla della civiltà … Punto di incontro di culture, civiltà, continenti.
Queste sono solo alcune delle mille parole, alcune delle mille descrizioni che si possono fare di Istanbul. Le parole non bastano per descrivere Istanbul, così come non basta leggere libri sulla città o ascoltare i racconti: nulla basterà per conoscere Istanbul.

Passo dopo passo, camminare nelle vie che profumano di storia, vedere opere che sono patrimonio degli imperi più grandi del mondo, gli Imperi Bizantino e Ottomano; è l’unico luogo che regala questo paesaggio panoramico. Se i misteri nascosti in ogni angolo li scoprirete da soli, comincerete a conoscere tutte le bellezze di Istanbul e conoscendola vi innamorerete di lei…

Istanbul è la città più grande e più sviluppata della Turchia, nella quale, come hanno dimostrato le ultime ricerche storiche, la popolazione risale a circa 400.000 anni fa.
La prima grande civiltà di questo incantevole luogo furono le tribù dei Megara. Prima di questa popolazione che popolò Bisanzio, dandole il nome, ci fu un popolo che non accorgendosi della bellezza di Sarayburnu, scelse di creare la sua città a Kadikoy, un luogo meno importante dal punto di vista strategico.
Per questo motivo la popolazione dei Megara, con l’indicazione di un indovino, fondò la città “di fronte allo stato dei ciechi”, cioè a coloro che si stabilirono a Kadikoy. Anche oggi la penisola storica è il posto più bello di Istanbul. Si capisce che questa bellezza nei periodi antichi non dipendeva solo dalla posizione strategica. Il mare, vasto fino a dove arriva lo sguardo, le isole che si vedono lontane, Istanbul e il suo Halic, anticamente denominata come il Corno d’Oro che entra fin dentro la penisola, è un posto unico al mondo.
Per tale motivo, durante tutta la storia, fu una città spesso desiderata.
Forse potete collegare il desiderio di conquistare la città alla sua posizione strategica, oppure alla sua unica bellezza. Ma non potete spiegarlo solo con questo. Istanbul aveva una diversa capacità attrattiva, anzi aveva una magia che attirava a sè interi stati e imperi.
Per questo motivo, per conquistare Istanbul, ci sono state così tante lotte ed è passata di mano in mano da vari stati a vari imperi, o si sono vissute guerre, durate molti anni, tra coloro che volevano impossessarsene e coloro che non volevano perderla.
Istanbul fu la prima capitale dell’impero Bizantino, poi dell’impero Ottomano per un periodo di circa 1.500 anni. Fu spesso abbellita in modo appropriato per essere la capitale degli imperi ed è stata circondata dai più maestosi monumenti del mondo, diventando nel corso del tempo una metropoli dove si incontravano diverse culture, popolazioni, religioni.
Tutte le culture, tutte le popolazioni e tutte le religioni sono piccoli tasselli che compongono il mosaico di Istanbul. Forse da soli questi tasselli che formano il mosaico non vi possono esprimere niente, ma tutti insieme mostrano Istanbul come la più bella opera del mondo.

GLI ANNI PORPORA DI ISTANBUL : IL PERIODO DELL’IMPERO BIZANTINO
Porpora (l’unione del viola e rosso) è il colore della famiglia dell’imperatore Bizantino. Gli imperatori Bizantini che si soprannominavano “con il sangue color porpora”, nascevano in stanze porpora e, dopo essere eletti, venivano vestiti con abiti color porpora. Quando morivano venivano seppelliti in bare dal color porpora. Tutta la loro vita era legata a questo colore.
Nell’anno 330, l’imperatore Costantino nominò Istanbul capitale e da qui inizia il periodo Porpora dell’impero Bizantino. Istanbul fu la capitale dell’impero Bizantino fino al 1453, quando venne distrutta dall’impero Ottomanno. Durante questo periodo, per diventare la città più bella del mondo, fu arricchita da innumerevoli opere e anche nei momenti di crisi dell’impero Bizantino si continuò ad abbellirla. Quando l’impero Romano dovette scegliere un punto di partenza per le spedizioni verso l’oriente, scelse senza nemmeno pensarci la città di Istanbul come capitale dell’Impero, per la sua bellezza indescrivibile e una posizione strategica unica.
All’inizio la capitale dell’impero Bizantino fu chiamata “ Nuova Roma”. Istanbul meritava veramente il nome che le veniva dato perché ricordava, e ricorda ancora molto, Roma. Entrambe le città si fondano su 7 colli. Alle origini, Istanbul era circondata sui tre lati dal Mar di Marmara e dal Corno d’Oro, mentre Roma era bagnata dal Tevere. Tutte e due assomigliano ad un triangolo. Forse queste somiglianze hanno influito nel scegliere il nome “Nuova Roma”.
Ma le somiglianze fisiche non bastavano; la nuova capitale doveva essere più bella della precedente, perciò l’impero usò tutti i mezzi in suo possesso e alla fine, pian piano, Istanbul prese forma.
A dire il vero, l’impero Bizantino è la continuazione di Roma e i Bizantini, fino agli ultimi giorni, si soprannominavano Romani. Ma tra i Bizantini e i loro predecessori c’era un’importante differenza : il Cristianesimo. Le chiese Bizantine presero il posto dei templi di Roma e gli esempi più belli di queste costruzioni sono state realizzate a Istanbul. Queste opere architettoniche si trovano in varie zone di Istanbul, tra le quali la principale è la Penisola Storica, e rappresentano esempi unici dell’architettura e della rappresentazione dei 1000 anni di arte Bizantina. Una parte dei monumenti Bizantini ad Istanbul è formata dagli edifici Pubblici. Tra questi ci sono l’Ippodromo, le cisterne d’acqua, i palazzi e le piazze. Istanbul, che inizia a formarsi con i Bizantini, passando sotto l’impero Ottomano, modifica la sua identità per acquisire una nuova forma.

ISTANBUL: IL PIÙ IMPORTANTE PATRIMONIO DELL’IMPERO OTTOMANO
Uno dei motivi che fanno di Istanbul la città più bella del mondo è che le bellezze naturali e le opere costruite dall’uomo riescono ad essere un tutt’uno. Le più importanti realizzazioni delle attività architettoniche della città iniziarono durante il periodo Bizantino; poi con l’impero Ottomanno e il gusto dell’arte arrivato all’apice, tutta la città venne arricchita ed abbellita.
Nel 1453 Fatih Sultan Mehmet, subito dopo la conquista, proclamò Istanbul nuova capitale dell’Impero Ottomanno. La città fu adornata per 450 anni dalle più belle opere Ottomane. Subito dopo la conquista, infatti, iniziarono le prime realizzazioni architettoniche.
Le opere che vennero alla luce durante il periodo del Sultano Bayezid sono quelle realizzate dall’Architetto (in turco Mimar) Sinan. L’architetto turco più conosciuto nel mondo è proprio Sinan, il quale ha messo la propria firma su molte costruzioni che dominano il panorama di Istanbul. Non c’è dubbio che questo dipenda in gran parte dal fatto che è vissuto nel periodo più brillante dell’Impero Ottomanno.
Il Sultano Solimano, soprannominato il Magnifico, durante il periodo più ricco dell’impero, diede nelle mani dell’Architetto Sinan il tesoro dello stato per abbellire Istanbul. Sinan, con le sue capacità, rispose a questo atto così generoso ed adornò Istanbul con opere che, ancora oggi, lasciano senza fiato. Alcuni architetti, tra i quali alcuni discepoli di Sinan, continuarono dopo di lui ad arricchire la città con opere preziose.
Istanbul, un tempo una delle più importanti città dell’Impero Romano, in questo modo acquistava una nuova identità con le sue moschee, hamam e mausolei, divenendo così, ancora una volta, un luogo da cui rimanere affascinati.
Gli Ottomani, che avevano rispetto e tolleranza per le altre religioni, in molte parti dell’Anatolia assegnarono una parte delle chiese e delle sinagoghe alle popolazioni Cristiane e Ebraiche per farle pregare liberamente. Per questo motivo a Istanbul le moschee, le chiese e le sinagoghe sono una vicino all’altra. Istanbul diventò così il simbolo della tolleranza e della fratellanza degli Ottomani verso le altre religioni.

GUIDA DI ISTANBUL: CITTÀ ASIATICA ED EUROPEA
Asia ed Europa sono come due innamorati che vogliono stare insieme, ma, per colpa degli stretti, non ci riescono. È la città di Istanbul che fa incontrare questi due innamorati. Da migliaia di anni riesce ad unire i due continenti ed unisce anche le loro culture così diverse. Mentre da una parte fa vivere il mistero dell’Asia, dall’altra fa conoscere la parte Europea. Mentre in un angolo si innalzano le moschee, simbolo dell’Islam, dall’altro sono in fila le chiese e le sinagoghe. Nelle piazze si possono vedere edifici antichi vicini a quelli moderni, in ogni suo angolo potete scoprire bellezze diverse ed affascinanti.
Non è possibile visitare Istanbul in pochi giorni e conoscere tutti i colori della città. Per scoprire questo stupendo luogo in tutte le sue forme, bisogna dedicarle almeno qualche settimana. Per raggiungere alcune tappe fisse, invece di usare i mezzi di trasporto pubblici, passeggiate lentamente nelle strade e nelle viuzze; la conoscerete meglio e aggiungerete qualcosa in più al vostro viaggio.
Per questo motivo per organizzare le vostre visite, e’ meglio segueri alcuni itinerari:
1- La penisola storica nella parte Europea :
“Dentro al Sur-i Sultani”, “Sultanahmet e dintorni”, “da Eminonu a Suleymaniye e da Suleymaniye a Eminonu”, “lungo l’Haliç, il Corno d’Oro”. Vicino potete visitare il quartiere “Fener e Balat”, percorrendo “le mura”. Oppure, percorrendo la strada Divanyolu, che è il patrimonio che i Bizantini lasciarono agli Ottomani, si trovano le opere di “Mese Caddesi”. Queste visite vi aiuteranno a conoscere tutta la penisola storica che è anche la parte più turistica di Istanbul.
2- La parte Europea del Bosforo :
La visita consiste nel visitare Galata e i suoi dintorni. Dall’antichità fino agli Ottomani era considerata la zona centrale per l’economia; da Ortakoy fino a Beyoglu si trovano i luoghi, le strade e i quartieri più belli di Istanbul.
3- La faccia Asiatica di Istanbul :
Kadıköy e Üsküdar si trovano nella parte asiatica di Istanbul; erano i luoghi dove gli imperatori Bizantini ed Ottomani andavano a caccia. Questa è una visita che potrete fare percorrendo il Bosforo.
4- Giro del Bosforo in battello :
Ad Istanbul, con un battello o una barca, potete fare il giro del Bosforo che collega il Mar di Marmara al Mar Nero. Sarete sia in Asia che in Europa, e allo stesso tempo nè in Asia nè in Europa. Inoltre, per allontanarvi dal caos della città, potrete andare a visitare le isole di Istanbul.

1- LA PENISOLA STORICA NELLA PARTE EUROPEA
IL CUORE DELLA PENISOLA STORICA : PIAZZA SULTANAHMET E DINTORNI
Senza dubbio i monumenti più belli di Istanbul si trovano nella parte a forma di triangolo che è circondata a sud e a ovest dal Mar di Marmara, a nord da Haliç, il Corno d’Oro, e ad est dalle mura.
Le tribù dei Megara (la tradizione attribuisce la fondazione di Bisanzio a Byzas di Megara), furono tra i primi abitanti della città. Prima dei Bizantini, fu Settimio Severo a dare importanza e lustro a questa città, facendo costruire gran parte delle opere architettoniche. Quando Costantino decise di creare Istanbul, disegnò con la sua lancia i confini delle mura, delimitando le punte del triangolo, conosciuto come la penisola storica.
La zona che forma il nocciolo di Istanbul oggi viene chiamata Piazza Sultanahmet. Qui potrete vedere insieme le bellezze dei monumenti sia Bizantini che Ottomani. Nel periodo Bizantino, l’Ippodromo e i suoi dintorni rappresentavano il centro della capitale. Per tale motivo gli edifici più importanti sono raggruppati in questo punto: il Palazzo che era il centro del potere, la Basilica di Santa Sofia “Ayasofya” che era la costruzione religiosa più grande, l’Ippodromo centro della vita sociale e la Cisterna Yerebatan “Yerebatan Visiri” che faceva fronte in gran parte alla mancanza d’acqua della città.
La piazza dove si trova l’Ippodromo, sia nel periodo Bizantino sia in quello Ottomano, era il luogo dove avvenivano le rivolte. Inoltre, si realizzavano qui i festival per la circoncisione del Sehzade, ossia del principe ereditiero, che duravano 40 giorni e 40 notti; in questa festa, alla quale partecipavano tutti gli artisti della capitale, i giocolieri mostravano le loro capacità artistiche e tutti gli edifici religiosi e pubblici, tra i quali il Palazzo Topkapi, erano coinvolti, essendo stati costruiti gli uni accanto agli altri.
Andando da Sirkeci verso Sultanahmet, se state uscendo da Piazza Hundavend, dalla via percorsa dal tram, sulla vostra sinistra troverete Topkapı Sarayı (Palazzo Topkapı) e Sur-i Sultani che circonda i cortili. Il primo posto che attirerà la vostra attenzione, di fronte a questa muraglia che in alcuni punti presenta delle porte, è Bab-ı Ali, il cortile dell’edificio usato oggi come Prefettura. Questa parte, che ha come significato “Paşa Kapısı”, la porta del Paşa, è il punto di accesso al palazzo del gran Visir. Successivamente si cominciò ad usare la stessa parola anche per gli edifici che si trovavano dietro la porta. Bab-i Ali è arrivata ai nostri giorni grazie alle varie ristrutturazioni ed è stata testimone di molte vicende della storia Ottomana. Se continuate a camminare lungo le mura, questa strada vi porterà alla Basilica di Santa Sofia (o “Ayasofya”) che era il più importante monumento del mondo antico e che ancora oggi attira l’attenzione per le sue grandi dimensioni.

’OPERA BIZANTINA PIÙ IMPONENTE : AYASOFYA “BASILICA DI SANTA SOFIA”
Il monumento più importante del periodo Bizantino, giunto fino ai nostri giorni, è senza dubbio il Museo della Basilica di Santa Sofia “Ayasofya”, indicata anche come ottava meraviglia del mondo. La Basilica di Santa Sofia “Ayasofya è l’opera che l’Imperatore Giustiniano, insieme a Costantino, ha regalato alla Bizantina Istanbul ed è senza dubbio il contributo artistico più importante. Quest’opera, grazie alle sue dimensioni e al suo sfarzo, è riuscita ad essere per centinaia di anni l’opera più monumentale del mondo, giunta ai nostri giorni resistendo agli incendi, al terremoto e a tante altre catastrofi.
La Basilica di Santa Sofia “Ayasofya” è un’opera da visitare, non solo per la sua imponente architettura, ma anche perché rappresenta l’esempio più bello dell’arte del mosaico Bizantino.
Durante il periodo più splendente dell’Impero Bizantino, l’allora sovrano Giustiniano, volle che venisse costruito un edificio in grado di superare il Santuario di Solimano Süleyman Tapınağı, famoso per le sue dimensioni. Fu così che si realizzò la Basilica di Santa Sofia “Ayasofya”. Ayasofya fu costruita nel periodo in cui l’architettura religiosa Bizantina era alla ricerca di un rinnovamento dei suoi progetti; si tratta di un esempio unico nell’architettura Bizantina, non solo per le dimensioni imponenti, ma anche per la forma della sua planimetria.
È evidente che Ayasofia fu realizzata cercando di unire le planimetrie e i progetti delle basiliche utilizzate fino ad allora, come le chiese con pianta centralizzata, avendo però al suo interno anche particolari dell’archiettura Anatolica. Prima di tutto gli architetti provenivano dall’Anatolia. Le colonne usate nella costruzione, i piedistalli delle stesse colonne, la maggior parte del marmo, sono ripresi dagli antichi edifici dell’Anatolia. Tra le costruzioni a cui appartenevano le colonne, spicca su tutte il Tempio di Efeso “Efes Artemis Tapinagi”, una delle sette meraviglie del mondo.
Quando Istanbul passò nelle mani degli Ottomani, Ayasofya “Basilica di Santa Sofia” non venne danneggiata. Gli architetti Turchi, tra i quali l’architetto Sinan, hanno mostrato tutte le loro capacità affinché questa costruzione giungesse fino a noi. L’architetto Sinan ha avuto un ruolo molto importante nella conservazione di Ayasofya. Le mura di sostegno, aggiunte ai lati dell’edificio, hanno reso più resistente la struttura che, con il peso della cupola, era spesso in pericolo di spaccature e crolli.
Questo luogo di culto per i Cristiani divenne nel periodo degli Ottomani luogo di preghiera dell’Islam. Le storie raccontate al riguardo aumentavano la sua sacralità. Per questo motivo molti sultani Ottomani fecero realizzare i loro Mausolei nel cortile della Basilica di Santa Sofia.
La fontana che vedrete nel giardino di Ayasofya è stata invece costruita su commissione da Mahmud I nel 1740. La sua edificazione, essendo avvenuta in un periodo in cui c’era il passaggio dall’arte Ottomana all’architettura con influenze europee, mostra nelle sue decorazioni e nelle frange dei particolari appartenenti all’arte Barocca.
I mosaici realizzati nei diversi periodi, tra il IX ed il XII secolo, rappresentano gli esempi più belli dell’arte Bizantina e vennero portati alla luce dopo che la Basilica di Santa Sofia divenne museo. All’interno di Ayasofya è possibile vedere anche gli esempi più belli della ceramica e dell’arte del periodo Ottomano.

LA CISTERNA DI YEREBATAN “YEREBATAN VISIRI”
L’unico svantaggio di Istanbul è l’insufficienza di risorse idriche. Ma questo problema non si è mai fatto sentire durante il periodo Bizantino, nè in quello Ottomano. Era un’enorme fatica trasportare l’acqua in città da altri luoghi, anche prima di diventare la capitale dell’Impero Bizantino; in questo periodo, perciò, vennero realizzate le cisterne e questo problema ebbe fine.
Il più importante edificio del periodo Bizantino è la Cisterna di Yerebatan che si trova di fronte alla Basilica di Santa Sofia. Essa riusciva a soddisfare gran parte del bisogno d’acqua e venne chiamata Palazzo di Yerebatan “Yerebatan Sarayı”.
Quando entrerete vi renderete subito conto che questo nome non è assolutamente errato. All’interno ci sono 336 colonne. Una di queste, porta il nome di Colonna Piangente “ağlayan sütun”, dove sono incise forme che rappresentano lacrime e occhi. Una particolarità della colonna è che, essendo umida e bagnata, dà la senzazione che stia piangendo.
Le piattaforme di legno, poste al di sopra dell’acqua dove nuotano grandi pesci, vi porteranno nel punto più attraente della cisterna; vi troverete infatti davanti alle teste di Medusa, della quale si credeva che chiunque la guardesse diritto negli occhi sarebbe rimasto pietrificato. Si pensa che queste teste di Medusa utilizzate come piedistallo per le colonne fossero state portate per proteggere la città dalle cattiverie e posizionate al rovescio e di lato.
Lasciare la cisterna fresca, soprattutto nelle calde giornate estive, può essere difficile, ma ci sono ancora molti luoghi da visitare.
Il primo di questi è Haseki Hurrem Hamami, costruito per la donna che “Solimano I il Magnifico” amò. Giuridicamente Hürrem Sultan era la moglie del Sultano Solimano. Conosciuta anche come Roxelena, il Sultano fece costruire in suo onore, dall’Architetto Sinan, questo Hamam che si trova tra la Basilica di Santa Sofia e la Moschea di Sultan Ahmet.
Roxelena fu portata a palazzo come schiava, studiò nell’Harem e la sua intelligenza e la sua bellezza in poco tempo colpirono l’attenzione di Kanuni. Hürrem Sultan ha avuto molta importanza nella storia Ottomana e ad Istanbul ha fatto costruire diversi monumenti in suo nome, soprattutto dall’Architetto Sinan. Il suo mausoleo si trova all’interno della più importante opera di Istanbul, cioè nel giardino della moschea di Solimano, vicino al mausoleo di Solimano il Magnifico.
Il colore delle piastrelle dà il nome alla Moschea di Sultan Ahmet. Conosciuta anche come Moschea Blu, la Moschea del Sultano Ahmet, è tra i monumenti simbolo di Istanbul. La Moschea Sultan Ahmet è l’unica moschea al mondo ad avere sei minareti e deve il suo nome di Moschea Blu al colore delle decorazioni usate all’interno, le più belle piastrelle della città di Iznik. Si conosce addirittura il numero esatto delle piastrelle : sono 21.043 piastrelle, una
più preziosa dell’altra, dal valore inimmaginabile, talmente belle da togliere il fiato. Le piastrelle di Iznik danno giustamente il nome alla moschea.
Nei minareti, le piccole cupole sono 16. Questo perché la moschea fu fatta costruire dal Sultano Ahmet che era il 16° Sultano degli Ottomani. L’architetto della moschea fu Sedefkâr Mehmet Ağa, uno degli alunni dall’Architetto Sinan.
La tomba del Sultano Ahmet I che fece costruire la Moschea si trova vicino al cortile interno della moschea. Di fronte al mausoleo, si trova la Fontana Tedesca, un dono dell’Imperatore Tedesco all’Imperatore Ottomano. Nel 1901 ci fu infatti la visita ad Istanbul del sovrano Tedesco Guglielmo e la Fontana fu il regalo che lo Stato Tedesco fece all’Impero. Dato che tutti i pezzi erano stati prodotti in Germania, la chiamarono la “Fontana Tedesca”. L’interno della cupola è totalmente placcata d’oro.
L’ingresso dell’Ippodromo, con le statue e con i suoi monumenti, comincia ad attirare la nostra attenzione.

LUOGO DI DIVERTIMENTO E ANCHE DI RIBELLIONE, DELLA VITTORIA E DELLE SCONFITTE : L’IPPODROMO. IERI ED OGGI.
Di fronte alla moschea di Sultanahmet si trova l’Ippodromo. Anche se la costruzione iniziò nel III secolo a.C. da parte di Septimus Severus, la sua realizzazione, attraverso l’opera di 100.000 persone, avvenne nel periodo di Costantino che fece diventare Istanbul la capitale dell’Impero. Il suo obiettivo era quello di arricchire ed abbellire Istanbul, tanto da farla apparire più bella ed affascinante di Roma.
Potete vedere ancora oggi i tre monumenti dell’Ippodromo realizzati per i tifosi; nel periodo Bizantino esistevano infatti fanatici, simili a quelli di oggi, che tifavano per i propri giocatori durante le lotte di fuoco, chiamati i blu e i verdi. L’Obelisco di Teodosio Dikiltas, la Colonna Serpentina (Yilanli) e la colonna intrecciata (Örme Sütun) sono i monumenti che si trovavano nella parte chiamata Spina, attorno alla quale giravano i giocatori con i loro cavalli.
Ricordandovi di andare vedere il monumento di Porfirio, il campione dei campioni di queste gare, nel museo archeologico “Arkeoloji Müzesi” di Istanbul, torniamo alle opere, testimoni della nostra storia.
Proseguendo oltre la Basilica Ayasofya, vi troverete davanti ad un monumento Egiziano, l’Obelisco di Teodosio “Dikilitaş”, portato qui con grandi sforzi al punto che, per erigerlo, servirono mesi e mesi di duro lavoro. I geroglifici incisi sopra furono tradotti solo nel XVIII secolo. Nel periodo Bizantino ed Ottomano si credeva che questi disegni scacciassero gli spiriti maligni, oppure fossero stati realizzati contro le stregonerie. Quando riuscirono a leggere gli scritti sull’Obelisco di Teodosio si capì che apparteneva al Faraone Egiziano Tutmosi II e si scoprì che risaliva al 1550 a.C.
In realtà la colonna era molto più alta, ma per essere trasportata con la nave dall’Egitto a Istanbul fu necessario tagliarne più della metà. Innalzare il blocco dell’obelisco prese così tanto tempo e necessitò di così tanto sforzo che Teodosio, nell’anno 390, dopo averlo fatto
erigere sulla base quadrata, fece raffigurare il momento dell’innalzamento e fece scolpire su un libro che usciva dalla bocca della colonna di come questo Obelisco, dopo tanti anni, era stato costretto ad arrendersi e di come si era riusciti ad innalzarlo in 32 giorni. Altri bassorilievi hanno come soggetto emozionanti gare di cavalli all’Ippodromo, le guerre di Teodosio e la sua vita.
La colonna che si trova di fronte all’Obelisco si chiama Colonna Intrecciata, Örme Sütun.
Il piccolo monumento in bronzo che si trova tra le due colonne è la Colonna Serpentina Yılanlı Sütun, che fu costruita sciogliendo armi, corazze e altri oggetti presi come bottino della guerra che nel V secolo a.C. fu vinta contro i Persiani. Come prima opera fu edificato un tempio in onore dell’Apollo di Delfi. Sopra il monumento, realizzato con tre serpenti intrecciati, un tempo veniva acceso un fuoco che continuava ad ardere nella caldaia. Costantino per abbellire Istanbul, oltre ai monumenti che lui stesso fece costruire, ne portò altri da vari punti del mondo, ma il motivo per cui portò proprio questo non è chiaro. Si è creduto che questa colonna, realizzata con dei serpenti, possedesse una forza mistica che avrebbe protetto Istanbul proprio dai serpenti e da altri rettili e insetti. Le teste dei serpenti che si trovavano sulla colonna non sono purtroppo arrivate ai giorni nostri, ma con gli scavi se ne è ritrovata una e potete ammirarla nel Museo Archologico di Istanbul.
La Colonna Intrecciata Örme Sütun è l’ultimo monumento dell’Ippodromo che è riuscito ad arrivare a noi. Questo monumento, fatto costruire da Costantino VII nell’anno 944, come si comprende anche dal nome, venne realizzato intrecciando varie pietre. L’esterno della Colonna, sopra cui venne costruita una sfera in bronzo, come si può capire dalle orme lasciate dai chiodi, era coperto completamente da lastre in bronzo e in queste lastre sono state descritte le battaglie di Basileus I. Queste lastre, tra il 1204 e il 1261, periodo dell’invasione Latina, vennero estirpate, fuse ed utilizzate per fabbricare armi, oggetti in metallo e coniare monete.
L’ippodromo non è stato sempre un luogo in cui la popolazione si divertiva e in cui si percepiva un allegro caos. È stato anche un luogo dove sono state inflitte pene sanguinarie, dove sono iniziate rivolte e sono state uccise migliaia di persone.
Qui è stata soppressa la rivolta di Nika del 532, durante il periodo Bizantino, e sono stati incendiati vari monumenti, tra i quali anche Ayasofya. Nella piazza dell’Ippodromo e sulle sue scalinate sono state uccise migliaia di persone da parte dei soldati. Durante il periodo ottomano e le rivolte dei giannizzeri è stato il luogo simbolo dove si svolgevano le esecuzioni capitali.
L’unica parte dell’Ippodromo giunta intatta ai nostri giorni è la punta sud. Guardando solo questa parte è possibile capire le immense dimensioni che aveva. Dal periodo Bizantino fino al periodo Ottomano è stata la piazza dove si organizzavano i festival e le manifestazioni per il divertimento della popolazione di Istanbul. In questo piazza si sono realizzati diversi giochi e rappresentazioni. Tali manifestazioni, intorno ai monumenti dell’Ippodromo, sono state descritte meticolosamente nelle miniature ottomane. In queste miniature si possono vedere infatti le rappresentazioni degli spettacoli che gli acrobati facevano sulle corde legate intorno alla Colonna Intrecciata e all’Obelisco, gli spettacoli dei cavalieri davanti alla
Colonna Serpentina, gruppi di commercianti che sulla strada mostravano le loro merci con aria di festa. E sono ancora le miniature che ci mostrano il luogo utilizzato dai Bizantini per i giochi a cavallo e successivamente utilizzato per il lancio del giavellotto.

I DINTORNI DELL’IPPODROMO
La parte in cui si trova l’Ippodromo e la zona circostante sono i luoghi in cui si è sviluppata la città e allo stesso tempo il posto in cui si trovano i monumenti più antichi di Istanbul. Nel periodo Ottomano questo era il centro del governo, quindi anche le altre costruzioni importanti sono state realizzate in questa area.
I Gran Visir, che nel periodo ottomano erano le figure più autorevoli dopo il Sultano, avevano scelto di abitare nelle zone limitrofe al Topkapi Sarayi (Palazzo di Topkapı), nel quale si discuteva su come governare lo stato. Anche Ibrahim Pasa, Gran Visir e allo stesso tempo genero del Sultano Kanuni Sultan Suleyman, scelse di costruire il suo Palazzo nella zona vicino all’Ippodromo. Vicino ai monumenti dell’Ippodromo si trova infatti questo Palazzo, ora utilizzato come Centro delle Opere Turche e Islamiche.
Nel Museo si trovano tappeti e opere di grande valore artistico del periodo dei Selgiuchidi e degli Ottomani, risalenti al VII secolo. Vi consigliamo di visitare questo museo soprattutto per vedere le rappresentazioni artistiche più importanti degli stati Islamici, ossia i tappeti.
Un altro monumento che potete visitare nella stessa zona è la Cisterna Binbirdirek, seconda per dimensioni ad Istanbul solo a quella di Yerebatan, che è la più grande. Anche questa cisterna, come l’altra, non è stata utilizzata per lunghi periodi poiché gli Ottomani preferivano l’acqua scorrevole all’acqua stagnante. La Cisterna, costruita nel IV secolo e al cui interno ci sono 264 colonne, è un luogo che oggi ospita molte mostre.
Vicino all’Ippodromo, un altro edificio che vi consigliamo vivamente di visitare per i mosaici è Buyuk Saray (Palazzo Grande), il primo Palazzo dell’impero costruito ad Istanbul. Buyuk Saray dell’Impero Bizantino è come il Topkapi Saray (Palazzo di Topkapi) per l’Impero Ottomano.
Tutte e due queste costruzioni sono dei Palazzi che si estendono fino al mare e ai quali nel tempo vennero aggiunti altri edifici. Il Palazzo, utilizzato a partire dal IV secolo e rinnovato fino al X secolo, ha poi perso la propria importanza. Da quel momento, infatti, la dimora degli imperatori Bizantini è divenuta “Tekfur Sarayi”, Palazzo di Tekfur, che si trova nel quartiere Fatih molto in voga in quel periodo e che è giunto intatto fino ai nostri giorni.
Del maestoso Buyuk Saray, che si estende dall’Ippodromo fino alla costa del Mar di Maramara, sono giunte a noi poche tracce. Di queste tracce, la più importante è il mosaico che si pensa appartenesse alla pavimentazione di un grande salone o di un cortile. Questo mosaico è datato tra gli anni 450 e 550 ed è la rappresentazione più bella dell’arte Bizantina; raffigura in modo molto realistico persone e animali, figure mitologiche, scene di caccia, giochi di bambini. C’è un ampio ventaglio di scene.
Tale opera, che non ha eguali, si trova nella parte della Moschea di Sultanahmet che si affaccia sul mare, all’interno del Arasta Carsisi (Mercato di Arasta), dove si trova il Museo dei Mosaici del Palazzo Grande.
Un’altra opera giunta ai nostri giorni del Buyuk Saray si trova alla fine del Catladikapi, dove finiscono le mura sul mare; questo è un luogo che veniva utilizzato dagli imperatori Bizantini come dimora estiva. L’opera, costruita nel 842 e conosciuta come Bukoleon o Hormistas Sarayi (Palazzo Hormitas), ha ancora intatti i sotterranei, la porta e le cornici in marmo.
Per visitare la Chiesa di Sergio e Bakhos, opera oggi conosciuta come Küçük Ayasofya Camisi (la piccola Moschea di Ayasofya), dopo essere usciti dal Museo dei Mosaici del Buyuk Saray, dovete proseguire per la via Küçük Ayasofya Caddesi. La chiesa è molto vicina al Palazzo, è un’opera commissionata dall’Imperatore Bizantino Giustiniano negli anni 526-530 in seguito ad un sogno. L’opera fu realizzata in onore di due Santi cristiani ed è una delle costruzioni, dopo il periodo di Costantino, fatta erigere per abbellire la città di Istanbul. I piedistalli delle colonne e tutte le iscrizioni che percorrono gli interni della chiesa sono un esempio molto originale risalente al VI secolo e rappresentano la Giovane Arte Bizantina.
In questa visita, dopo aver apprezzato le ceramiche e la moschea Sokollu Mehmet Paşa Camisi dell’architetto Sinan, potete tornare alla Piazza Sultanahmet e trascorrere un pò di tempo in questo luogo dall’atmosfera incantata.

L’INTERNO DEL SUR-İ SULTANİ : TOPKAPI SARAYI (PALAZZO DI TOPKAPI)


La parte denominata Sur-i Sultani è quella che circonda il Palazzo Topkapi. Si tratta delle mura commissionate da Fatih Sultan Mehmet, mentre la parte verso il mare del Palazzo è circondata dalle mura del periodo Bizantino. Il cortile del Palazzo Topkapi è il punto nevralgico degli edifici e dei musei Bizantini e Ottomani.
La più importante tra le opere finora elencate è quella che per 400 anni è stata la dimora dei Sultani Ottomani, il Topkapı Sarayı (Palazzo di Topkapı). Costruito sulla punta della penisola soprannominata la Penisola Storica di Istanbul, nel punto più bello di Istanbul dal quale si possono vedere sia il Bosforo che il Mar di Marmara, ha una struttura architettonica che non somiglia agli altri Palazzo Europei.
I Sultani Ottomani esigevano che le costruzioni dei luoghi di culto fossero imponenti, mentre per la costruzione dei Palazzi richiedevano luoghi modesti, in modo da soddisfare solo le loro necessità, questo per influenza del credo Islamico.
Il Palazzo Topkapı, invece, che era allo stesso tempo centro di governo e luogo in cui vivevano i Sultani con le loro consorti, era il posto dove venivano organizzate feste importanti e sfarzose alle quali partecipavano i personaggi potenti del Sultanato e di tutto l’Impero Ottomano, luogo in cui venivano ospitati ambasciatori stranieri ed autorità. Quindi, se volessimo riassumere, potremmo dire che durante il periodo Ottomano questo è stato il luogo in cui avvenivano gli eventi più importanti.
Questo luogo è uno dei primi che dovrebbero essere visitati quando si viene ad Istanbul. È un insieme di edifici situati in un’area molto ampia. È impossibile datarlo in un unico periodo storico. La sua costruzione è stata commissionata da Fatih, il quale morì prima ancora di trasferirsi qui. La costruzione terminò nel 1478, durante il periodo di Beyazıt II. Il Palazzo che per circa 400 anni era stata la dimora dei Sultani e centro del governo crebbe costantemente durante ogni periodo, con l’aggiunta di nuovi edifici e in base alle diverse necessità.
Anche se dal XIX secolo i Sultani Ottomani hanno preferito vivere in Palazzi come il Dolmabahçe, Beylerbeyi, Çırağan, che si trovano sulla riva del Bosforo, non hanno mai voluto lasciato del tutto questo edificio e principalmente l’ufficio Deposito Oggetti Sacri, ristrutturato ogni anno e tutte le volte che si rendeva necessario un intervento, dove alcuni addetti hanno continuato a risiedere.
Potete raggiungere il Palazzo Topkapı percorrendo la strada tra le moschee di Sultanahmet e Ayasofya. Prima di entrare nel Palazzo di fronte a Bab-ı Hümayun troverete la fontana Ahmet Çeşmesi.
L’acqua, che per ogni essere vivente ha una importanza fondamentale, per i Turchi possiede un ruolo ancora più forte. Dissetare un essere vivente è una delle più grandi opere buone secondo la religione Islamica. È per questo motivo che in quasi tutti i luoghi dell’Anatolia, anche nei posti più impensati, troverete una costruzione per l’acqua o una fontana. Le fontane sono inoltre simbolo di pulizia. Per questo motivo anche gli Ottomani, come i Selgiuchidi, in ogni punto in cui si stabilivano, costruivano fontane monumentali, arricchendole con le decorazioni più belle. Come sottolineato anche precedentemente, l’unico svantaggio di Istanbul è l’insufficienza delle risorse idriche. Gli Ottomani come i Bizantini, al posto delle cisterne realizzavano fontane monumentali. Questo perché credevano che al posto dell’acqua stagnante, quella corrente e in movimento fosse più pulita.
La città che ha le maggiori fontane monumentali dell’Impero Ottomano, come potrete immaginare, è Istanbul. Tempo fa le fontane era 10.000, anche se quelle giunte ai nostri giorni sono molto poche, ma ognuna di queste toglie il fiato. L’esempio più bello di Istanbul, anzi di tutto l’Impero Ottomano, è la fontana di Ahmet Çeşmesi III, datata 1728. Le scritte che si trovano sopra sono delle poesie Ottomane.
Dopo aver lasciato questa stupenda fontana alle vostre spalle, vi troverete di fronte al monumento Porta del Sultanato Bab-ı Hümayun che, come nel periodo Ottomano, ancora oggi è l’entrata del Palazzo. La porta fu realizzata nel periodo del Sultano Fatih Sultan Mehmet e contiene nella parte superiore il Beytülmal, dove venivano portate le ricchezze dei defunti senza eredi ad arricchire il tesoro del Sultano.
Il primo cortile che troverete dopo aver attraversato Bab-ı Hümayund è la piazza di Alay. Nel periodo Ottomano molte parti del palazzo erano vietate alle persone del popolo. Invece la piazza Alay, quella più grande all’interno del palazzo, in alcuni giorni della settimana era accessibile alle persone del popolo che potevano incontrare le autorità. La strada che parte dal cortile e arriva fino a Bab-üs Selam, ai lati ha alberi secolari; un tempo era la strada che veniva percorsa dai Sultani al momento della loro nomina e alla consegna delle mance ai
Giannizzeri, quando si partiva per la guerra, e il luogo in cui passavano gli ambasciatori dei Paesi stranieri. Dunque questa strada era il primo testimone degli importanti eventi dell’Impero Ottomano.
In questo cortile troverete costruzioni Bizantine e Ottomane. Aya İrini, costruita nel periodo di Costantino, è una delle prime chiese Bizantine; fu incendiata nel 532 durante la rivolta di Nika, come Ayasofya che è stata anch’essa ricostruita dall’Imperatore Giustiniano. Aya İrini, per la sua struttura architettonica, ha un’acustica molto buona e per questo è uno dei luoghi più ricercati per i concerti. Se vi trovate ad Istanbul durante il Festival della Musica, potrete godere della bella musica in questo edificio storico. In altri momenti è chiusa e si può visitare solo con un permesso speciale.
L’edificio più importante che si trova dietro Aya İrini e che è giunto fino ai nostri giorni è Darphane-i Amire. La stampa delle banconote, iniziata nel periodo Ottomano, è continuata fino al 1967 proprio in questo edificio. Qui si trovano le stanze dedicate alla documentazione della stampa di banconote, agli ingranaggi, al conio delle monete, alla riparazione meccanica e alle officine dove venivano realizzati anche oggetti con pietre preziose e gioielli.
Alla fine della strada che inizia dal Bab-ı Hümayun vedrete una porta che ha delle parti che somigliano alle torri dei castelli medioevali. Questa è la porta Bab-üs Selam Kapısı che unisce i due cortili.
Dopo essere entrati nel secondo cortile, passando dalla porta, potrete notare che oggi gli ingressi e le strutture di sicurezza si trovano su una piattaforma più alta. Questo perché in questo luogo si organizzavano riunioni alle quali partecipavano militari di grado superiore che si sedevano sui divani. Il secondo cortile si chiama Divan Piazza (Piazza del Divano-Poltrona). Lo stipendio che veniva dato ai soldati dell’organizzazione militare ottomana, veniva denominato “ulufe” e veniva consegnato ogni tre mesi in questa piazza. Anche qui, come nel primo cortile, vi è una strada che collega Divan’ı Hümayun, luogo dove avvenivano gli incontri e Bab-üs Saade. Il nome di questa strada è Visir Yolu.
Nella parte a destra del cortile potete visitare le Cucine del Palazzo con dei comignoli simili a quelli delle fabbriche. Una parte di queste cucine, costruite nel XV secolo, è stata ristrutturata dall’Architetto Sinan in base alle esigenze del periodo. In queste cucine, oltre ai pasti che si preparavano giornalmente, si cucinavano anche i piatti per le feste importanti, con un gran numero di cuochi ed addetti. I piatti destinati al Sultano venivano preparati da uno chef in un luogo a parte, chiamato la cucina del Sultano. Oggi le cucine sono musei in cui sono esposte porcellane Cinesi e Giapponesi donate al Sultano, oggetti di rame, porcellana e vetro utilizzati nella cucina Ottomana.
Come già detto precedentemente, il Topkapı Sarayı non è stato realizzato in un unico periodo, è cresciuto con il tempo aggiungendo edifici in base alle necessità del periodo. Alla fine del cortile di fronte alle cucine si trova la parte più importante del cortile, il Divan-ı Hümayun, costruito nel periodo di Kanuni Sultan Süleyman. Il Divan era utilizzato da parte degli ottomani per discutere dei più importanti affari di stato. In queste riunioni si parlava di vari problemi, da quelli del popolo alla nomina delle più alte cariche di stato. Ai due lati si trovano Divan-ı Hümayun Kalemi e Defterhane ovvero il luogo di raccolta dei libri e dei documenti.
Fino a Fatih Sultan Mehmet, alle riunioni nel Divan i presidenti erano gli stessi Sultani, dopo di lui questo ruolo passò ai visir. Le riunioni erano indette per avere la possibilità di parlare tranquillamente di argomenti molto difficili davanti al Sultano. In uno dei muri di Kubbealti vedrete una grata di ferro dorato, questa è la gabbia Kafes-i Müşebbek da dove, di tanto in tanto, i Sultani osservavano le riunioni. Tali incontri si sono realizzati in questo luogo fino al XVIII secolo, poi sono stati spostati a Bab-ı Ali.
Adalet Kasrı è l’edificio che oggi sembra un kulliye, ossia un complesso di costruzioni adiacenti alla moschea, a forma di cono. Il motivo per il quale è più alto rispetto alle altre parti è che la giustizia per gli ottomani era al di sopra di tutto;