copenaghencitta2Un anno certamente speciale questo per Copenhagen che festeggia il primo secolo del suo simbolo più noto oltre i confini nazionali. Sono trascorsi, infatti, 100 anni dalla realizzazione della Sirenetta e, ovviamente, in città sono moltissimi gli eventi a tema che sono stati organizzati. Inoltre la più lunga nave vichinga (Drakkar) del mondo farà parte parte della grande mostra speciale del Danish National Museum, denominata VIKING, i cui importanti reperti saranno esposti al Museo Nazionale di Copenaghen a partire dal 22 giugno al 17 novembre 2013.

La nave vichinga più grande del mondo alla mostra Viking a Copenaghen
E’ in fase di ultimazione l’allestimento della nave vichinga più lunga del mondo, rinvenuta a Roskilde in Danimarca nel 1997. Si tratta di una nave da guerra, lunga ben 37 metri, ritrovata nella località di Roskilde. La nave, che sarà esposta al pubblico per la prima volta, e poteva accogliere a bordo fino a 100 guerrieri vichinghi e probabilmente faceva parte della flotta reale. La mostra VIKING sarà il più grande evento espositivo, degli ultimi 20 anni, a tema vichinghi.

 

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È la prima volta che l’imbarcazione approda nella capitale danese e – prima di trasferirsi al British Museum di Londra – sarà la protagonista di ‘Viking’, la più ampia esposizione sul popolo vichingo che il museo abbia organizzato negli ultimi vent’anni. Oltre all’imbarcazione si potranno ammirare testimonianze dell’antico popolo di navigatori provenienti da musei di 12 Paesi europei, con la possibilità di conoscerne di più la storia, le guerre, i contatti culturali. Proiezioni digitali ed effetti d’ambiente porteranno in vita la nave e il suo equipaggio, mentre registrazioni sonore ad effetto coinvolgeranno il pubblico attraverso il racconto di miti e leggende vichinghe

La Sirenetta: una storia travagliata
Simbolo della Danimarca nella fiaba di H.C. Andersen e di Copenhagen nella celebre statua sul piccolo scoglio, la delicata Sirenetta ha avuto una vita travagliata fin dalle sue origini…

Probabilmente tutti voi conoscerete la romantica storia della Sirenetta tramandata in disegni e animazioni dalla Walt Disney, ma se qualcuno di voi avrà letto la fiaba nella sua veste tradizionale, scritta dalla penna di Hans Christian Andersen nel 1837, riconoscerà il carattere essenzialmente e stupendamente drammatico di questo amore impossibile, tanto desiderato e agonizzato da poter sacrificare tutta se stessa pur di regalare la felicità alla persona amata.

Era un anno di inizio secolo, il 1909, quando Carl Jacobsen, il grande mecenate e patrono della birra danese, la Carlsberg-Tuborg, assistette ammaliato al balletto “La Sirenetta” di Hans Beck musicato da Fini Henriques. Fu così commosso dalle emozioni ricevute che decise di commissionare ad uno scultore danese, Edvard Eriksen, una statua della sirenetta (Lille Havfrue in danese) per rendere più grazioso il porto di Copenhagen.

Come modella venne scelta la bella ballerina Ellen Price, ma quando realizzò che una sua scultura nuda sarebbe stata esposta agli occhi di tutti in uno dei posti più affollati della città si rifiutò di continuare la posa per l’opera, e lo scultore ripiegò su sua moglie Eline Eriksen, dall’altrettanto longilinea figura, per il completamento dell’artistica creazione. Il momento della storia che Eriksen decise di immortalare è l’esatto istante della metamorfosi, mentre la lunga coda della sirena lascia il posto a due gambe di ragazza ansiosa di camminare nel mondo degli umani…

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Amata o odiata, molti hanno provato a distruggerla
La Sirenetta è seduta su un piccolo scoglio e guarda verso est (guarda la bella Svezia ed è triste di essere ancorata su un sasso danese, sostengono tronfi gli svedesi), piccina nel suo vestito di bronzo che purtroppo ha attirato le marachelle e gli atti di vero vandalismo di alcuni personaggi in cerca di sfoghi notturni. Dopo esser riuscita a passare indenne le guerre mondiali è stata bersaglio dell’ira puritana di qualcuno che nel 1961 le dipinse un paio di mutandine e un reggiseno, per essere poi ricoperta di vernice rossa qualche anno dopo. Nel 1964, alcuni artisti del Movimento Situazionista le segarono e le sottrassero la testa che non fu più ritrovata e che, pertanto, fu sostituita con una copia. A metà degli anni Settanta fu nuovamente imbrattata con vernice rossa mentre nel 1984 le fu amputato il braccio destro che però venne restituito dagli stessi autori del misfatto. Nel 1990 la povera sirena subì un tentativo di decapitazione che le procurò un taglio nel collo di 18 cm., nel 1998 invece, i vandali riuscirono nell’impresa portandosi via la testa che fu restituita in forma anonima. L’11 settembre del 2003 è stata addirittura staccata dalla roccia con l’aiuto di una piccola carica esplosiva, cadde dal suo scoglio e si procurò alcune ferite, fortunatamente rimarginate con savi tocchi di arte scultorea.
Nel 2004 come segno di protesta al via libera a Bruxelles dei negoziati per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, la Sirenetta fu avvolta in un burqa. Piuttosto forte anche una delle ultime (in ordine di tempo) provocazioni: in occasione della Giornata internazionale della Donna, l’8 marzo 2006 un dito è stato attaccato alla mano dell’innocente Sirenetta.
 Nonostante tutto però la Sirenetta rimane ancora lì, sul suo scoglio a specchiarsi nelle acque del Baltico e a riflettere sul suo destino. Viene da chiedersi quale sia il motivo di tanto accanimento per un’innocente Sirenetta, una delle poche statue al mondo che non può essere presa come bersaglio politico o storico, il semplice emblema della poesia delle fiabe danesi…

Come la Sirenetta è diventata famosa in tutto il mondo
All’inizio quasi ignorata, l’opera conquistò una certa popolarità nel tempo, grazie ad alcune foto pubblicate su un giornale americano, fino a diventare il simbolo più famoso e conosciuto di Copenaghen ed il più amato della Nazione. La dolce creatura del mare si trova all’imbocco del porto, sul molo di Langeline, quasi a voler accogliere i naviganti, vicino al Kastellet, una cittadella con bastioni e fortificazioni oggi trasformata in parco.
Adagiata su una sorta di scoglio con lo sguardo pieno di nostalgia rivolto verso il mare, sua dimora naturale, la piccola sirena è immortalata nel momento della sua metamorfosi, mentre la lunga coda di sirena lascia il posto a due gambe umane. Malgrado le piccole dimensioni (la statua è alta appena 1,25 metri), che spesso lasciano delusi i turisti, la Sirenetta è uno dei più poetici simboli di Copenaghen, espressione dell’anima gentile della città, tanto cara ai suoi abitanti.