ceca7Non si contano, sul suolo ceco, i capolavori del verde. Parchi, giardini, orti botanici e oasi naturali che sono l’orgoglio di mastri-giardinieri e del Paese. Ecco tutti gli indirizzi sotto il cielo, dove ammirare monumenti di architettura verde, azzardi della natura e magistrali interventi florovivaistici, rarità botaniche e specie endemiche, eleganti giardini curati nei minimi dettagli… Indirizzi segreti e non, all’ombra di ville aristocratiche, antichi castelli o maestose montagne.

Nonostante le bizzarrie e le minacce del meteo, in Repubblica Ceca la natura non si è fermata ed è ufficialmente aperta una nuova, lunga e sfolgorante stagione nei parchi e giardini del Paese, dove è possibile tornare ogni settimana, ogni mese a censire nuove sfumature di verde, nuove fioriture, nuovi giochi cromatici nelle aiuole, nuovi profumi… Ecco allora qualche spunto valido da qui all’autunno, quando l’ultima tavolozza di tinte caldissime attirerà i patiti del foliage e chiuderà, provvisoriamente, il ciclo.

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Un itinerario verde che si rispetti non può non partire da Kromeriz. Qui i Kvetna Zaharada, tra i gioielli verdi più apprezzati del Paese, sono eleganti giardini floreali realizzati nel XVII secolo su ordine di Carlo II da Liechtenstein e oggi inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. C’è anche il nostro zampino: il giardino barocco fu influenzato dagli stili olandese e italiano e porta la firma, tra gli altri, degli architetti Filiberto Lucchesi e Giovanni Pietro Tencalla. L’immagine simbolo del giardino è la “rotonda”, in realtà ottagonale, al suo centro, cornice di insuperabili composizioni floreali e sede di un alto pendolo di Foucault che vi troneggia dal XIX secolo. La rotonda è orlata da un porticato lungo 244 metri: è la Galleria dei Fiori, interamente affacciata sul parco e decorata internamente con statue, sculture, busti e pilastri. E’ tra l’altro possibile accedere al tetto e ammirare il parco dall’alto. Altro vanto del parco è la Corte d’Onore del XIX secolo, collegata a due grandi serre, la Tropicale e la Rustica, popolate da una flora straordinaria e unica. Sempre a Kromeriz, anche il Podzamecka Zahrada, ovvero il giardino del palazzo arcivescovile. Palazzo e giardino, tra le mete più visitate della città, sono considerati monumento nazionale e fanno parte del patrimonio mondiale dell’umanità stilato dall’Unesco. Ben 47 ettari di capolavoro verde, il giardino si estende dal palazzo arcivescovile al fiume Moldava. Lo impreziosiscono, tra gli altri, corsi d’acqua, stagni e monumenti romantici.
 

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LA “RINASCITA” DI PRAGA

Pietre antichissime da secoli tenacemente saldate le une alle altre a regalare monumenti storici, un’aura di leggenda e magia le cui radici affondano lontano nel tempo, strade calpestate miliardi di volte in migliaia di anni, tradizioni impossibili da estirpare, atmosfere di ieri… L’essenza stessa di Praga sembra essere quella di restare fieramente immobile nel passato, eppure c’è un momento, e ci sono luoghi, dove la città è un inno alla rinascita, alla natura che si risveglia e ne trasforma quel suo volto solo apparentemente immutato e immutabile.
Ne sono esempio i giardini del castello, roccaforte di ieri, dove sugli alberi e nelle aiuole lo spettacolo è un monumento all’oggi e al domani. I Kralovska Zahrada, i giardini reali, circondano il cinquecentesco palazzo di re Ferdinando. Il capolavoro verde, ora disegnato all’inglese ma per secoli coltivato secondo le mode delle varie epoche, si distende di fronte al padiglione. Folti cespugli, rampicanti, geometrie verdi, vialetti e grandi chiome tra cui si intravvedono le guglie della cattedrale… Al centro del parco, una bella fontana rinascimentale “sonora” (l’acqua cadendo sul metallo produce un suono musicale). Interessante anche la corte dei Leoni, dove venivano allevate le fiere, voluta da Rodolfo II, il cui destino si dice fosse legato a quello di un leone appunto. Una strega infatti avrebbe predetto la sua morte in seguito a quella di un leone del suo allevamento. Quando la bestia morì, dopo tre giorni si spense anche l’Imperatore. Non lontano dal castello, nel quartiere Mala Strana, ecco i Ledeburska Zahrada. Gli storici giardini di Ledebur, annessi all’omonimo palazzo e realizzati nel XVIII secolo, si presentano a terrazze, disposte in modo simmetrico e ordinato, orlate di balaustre, impreziosite di statue e fontane, collegate da scalinate e belle passeggiate. Su tutto, terrazze e giardini pensili, domina il caratteristico padiglione pentagonale. Polmone verde della capitale, la collina di Letna, che degrada verso le acque della Moldava con vista sulla città e con lo storico non-monumento alla fine del regime (il basamento che ricorda dove sorgeva il monumento a Stalin, poi demolito), è ammantata dal parco Letenske. Il parco conserva il padiglione di Hanavsky, singolare struttura in stile neobarocco oggi sede di un ristorante, e la più antica giostra d’Europa. Altra collina, altra oasi. La Petrinske Sady -riconoscibile per l’antenna televisiva che svetta sulla sua sommità con una spiccata e non casuale somiglianza con la Torre Eiffel- aprì il suo parco al pubblico nel XIX secolo, là dove ai tempi di Carlo IV crescevano le vigne del re e a partire dal 1600 i giardini delle residenze nobiliari del quartiere Mala Strana. Oltre alla miniatura del monumento simbolo di Parigi, da scalare per una vista a 360° su Praga, il parco regala attrattive come il Labirinto degli Specchi, l’osservatorio Stefanik raggiungibile con la funivia, il medievale muro della fame costruito dai poveri in cambio di cibo, il belvedere e un profumatissimo giardino di rose. Per gli appassionati, da non perdere nemmeno una visita al Botanicka Zahrada, uno dei due giardini botanici di Praga, che offre un percorso di profumi, colori e suggestioni nella flora di mezzo mondo. Particolarmente graditi al pubblico il giardino giapponese e Fata Morgana, la serra tropicale. La città va però soprattutto fiera della vigna di Santa Chiara, parte del giardino e patrimonio storico nazionale, che è un monumento verde al passato di viticoltura della capitale. Il Pruhonicky Park, ospita l’Istituto di Botanica dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Con una collezione di piante autoctone ed esotiche, per un totale di 1800 taxa, il parco ha grande rilevanza scientifica. Vi si ammirano dal comune rododendro a specie rarissime. C’è anche un giardino alpino.

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ALTRI FIORI (ALL’OCCHIELLO) DEL PAESE

Sobrio ed essenziale, il giardino inglese annesso al centro regionale per le attività ricreative Luzanky a Brno è monumento nazionale. Conserva un interessante padiglione neorinascimentale. Tra le 150 diverse specie di piante, anche tre tipiche e peculiari della Moravia. A Kuks, infine, una vera attrazione: il parco Betlem, conosciuto anche come il “presepe di Braun”. Una vera e propria galleria a cielo aperto di statue in pietra, a grandezza naturale e impressionanti nella loro espressività. Corpi umani e animali scolpiti dallo scalpello di Matyas Bernard Braun con tanta maestria da sembrare che scaturiscano da soli dalla roccia. Realizzate direttamente sul posto e senza una progettazione, regalano scene relative alla vita di Cristo e alla Natività e sfoggiano una spontaneità straordinaria.

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LA’ DOVE L’UOMO NON C’ENTRA. PER FORTUNA.

Non può infine mancare un cenno ai grandi parchi nazionali della Repubblica Ceca. Luoghi magnifici dove l’uomo non ha messo il suo zampino, né per creare né per distruggere. Luoghi da percorrere scarponcini ai piedi, in rispettoso pellegrinaggio tra capolavori di verde e roccia disegnati direttamente da Madre Natura.
Il Parco Nazionale di Sumava, che ammanta l’omonima catena montuosa lungo il confine sud-orientale della Repubblica Ceca con Germania e Austria, è stato istituito nel 1991 ma già dall’anno precedente era stato dichiarato riserva naturale Unesco. Noto anche com e Parco Nazionale della Selva Boema, è il più vasto del Paese, ma se si considera anche la limitrofa Foresta Bavarese su suolo tedesco, ecco il più grande complesso forestale d’Europa. E’ qui, tra le vette della Sumava, che nasce la Moldava, fiume-orgoglio del Paese. Nel parco si alternano colline moreniche, torbiere e laghetti glaciali. Solo 3 anni fa, tra l’altro, sono state riaperte al pubblico alcune zone del parco il cui accesso era vietato durante il regime comunista, proprio per la vicinanza al confine tedesco. Queste aree, un tempo frequentate solo da guardie forestali e polizia, si presentano particolarmente selvagge e affascinanti. Tra le specie rare e protette, la genziana della Pannonia, il giaggiolo siberiano e la soldanella montana. Al confine con la Polonia corrono invece i Monti dei Giganti (Krkonose), la catena montuosa più alta del Paese, sui cui svetta la più alta cima ceca: il monte Snezka (1.602 m). Riserva nazionale Unesco, meta ambita dagli sciatori, il Parco Nazionale dei Monti dei Giganti in estate offre 800 km di percorsi escursionistici. Ai piedi dei Krknose, nella zona conosciuta come Paradiso Boemo (geoparco Unesco), riserva la sorpresa delle cosiddette “città di pietra”, incredibili formazioni di roccia arenaria, uniche in Europa e presenti anche nel Parco Nazionale della Svizzera Boema, al confine con il parco nazionale tedesco della Svizzera Sassone. Di recente istituzione, dista un paio d’ore da Praga e sorge appunto sulla più grande regione arenaria d’Europa. Suo monumento-simbolo è l’arco naturale di roccia Pravcicka brana. Assai suggestivo l’Edmund Gorge, una scenografica gola percorribile solo in battello lungo il fiume che la solca. In Moravia meridionale infine, al confine con l’Austria, il Parco Nazionale Podyji è il più piccolo del Paese, ma rappresenta un esempio di paesaggio fluviale ben conservato in Europa Centrale. Caratteristici lo stretto canyon del fiume Dyje, la ricchezza di flora e fauna, le torbiere e le lande steppose. Il parco è anche noto per l’incredibile ricchezza di insetti.

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